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Pensioni: il riscatto della laurea dei Co.Co.Co.
 
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Pensioni: il riscatto della laurea dei Co.Co.Co.

I co.co.co., così come i lavoratori dipendenti, possono riscattare, ai fini della pensione, gli anni di frequenza a corsi di studio che hanno dato luogo a diploma di tipo universitario. Tale possibilità è estesa anche ai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell'inps, vale a dire il fondo obbligatorio che garantisce una pensione (invalidità, vecchiaia e superstiti) calcolata con il sistema contributivo in presenza di un minimo di 5 anni di versamenti.

Periodi riscattabili
La facoltà di riscatto può essere esercitata anche per due o più dei corsi di seguito indicati, naturalmente solo nel caso in cui siano stati portati a termine:
* "diploma universitario", cosiddetta "laurea breve" (corso di durata non inferiore a due e non superiore a tre anni);
* "diploma di laurea" (corso di durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni);
* "diploma di specializzazione", successivo alla laurea (corso di durata non inferiore a due anni);
* "dottorato di ricerca".

I tempi
Non esiste un termine per la presentazione della domanda: l'esercizio della volontà di riscatto e il momento in cui presentare la domanda sono rimessi completamente alla volontà dell'interessato. Comunque è conveniente chiedere il riscatto al più presto perché, più ci si avvicina all'età del pensionamento, maggiore è la somma da pagare. Possono essere riscattati gli anni di studio successivi al 31 marzo 1996.

Documentazione
La domanda di riscatto deve essere accompagnata da apposita certificazione, rilasciata dalla competente Università, dalla quale sia possibile rilevare il titolo e la data in cui il titolo di studio è stato conseguito dal richiedente, la durata del corso di studi e la relativa collocazione temporale. Tali informazioni possono essere autocertificate dal richiedente.
Per facilitare i tempi e i modi di richiesta, è stato predisposto uno specifico modulo di domanda che, se ben compilato, consente agli operatori di individuare l'Università che ha rilasciato il diploma e di disporre di tutte le informazioni utili alla definizione della domanda di riscatto. Qualora la richiesta risultasse invece formulata in maniera ritenuta non corretta, ovvero fosse carente delle informazioni necessarie, le sedi Inps chiederanno all'interessato di presentare, entro 60 giorni, apposita autocertificazione e, nei casi in cui la documentazione richiesta non venisse prodotta nel termine assegnato, respingeranno la domanda, salva la facoltà per l'assicurato di presentare successivamente una nuova istanza.
Ovviamente, qualora il richiedente abbia presentato un'autocertificazione o abbia fornito le suddette informazioni attraverso la compilazione del modulo di domanda, sarà cura delle Sedi acquisire dalla competente Università la conferma della veridicità dei dati dichiarati dal richiedente e quindi procedere alla determinazione del contributo di riscatto da porre a carico dell'interessato

Come si calcola il riscatto?
L'ammontare del riscatto è frutto di un calcolo che considera tre variabili:
1) il valore medio mensile dei compensi assoggettati ai contributi Inps negli ultimi 12 mesi precedenti la domanda di riscatto;
2) il numero di mesi oggetto di riscatto;
3) l'aliquota contributiva stabilita dalla legge per il calcolo del riscatto (tale aliquota è detta Ivs).

Le aliquote contrbutive per il calcolo del riscatto della laurea:

Dal Al Aliquota IVS
12/7/1997 31/12/1997 10%
1/1/1998 31/12/1999 11,50%
1/1/2000 31/12/2001 12,50%
1/1/2002 31/12/2003 13,50%
1/172004 31/12/2004 17,30%

L'onere dovuto a titolo di riscatto risulterà quindi dal prodotto dei tre elementi indicati nella tabella precedente.

La presentazione della domanda
La domanda va presentata all'Inps che, dopo averla "approvata", invia al domicilio del richiedente i bollettini e comunica la somma da pagare. Il pagamento dell'onere potrà essere effettuato anche in forma rateale (per un massimo di 60 rate mensili, di importo minimo non inferiore a 26 euro, con maggiorazione per interessi al tasso legale vigente) entro i termini stabiliti dall'Istituto, pena la decadenza, ed a condizione che le somme dovute vengano interamente corrisposte prima del pensionamento. Il ritardo nel versamento dell'intero importo o della prima rata dell'onere determina la decadenza della domanda; la somma versata in ritardo deve essere rimborsata senza rivalutazione monetaria e senza maggiorazione per interessi, salva la facoltà dell'interessato di chiedere che la data del versamento venga assunta come termine di presentazione di una nuova domanda
di riscatto.
Tale richiesta comporta ovviamente la rideterminazione dell'onere sulla base degli elementi di calcolo (imponibile degli ultimi 12 mesi ed aliquota contributiva IVS) rilevati con riferimento alla diversa decorrenza della domanda.
L'interruzione dei versamenti comporta, invece, il riconoscimento in favore degli interessati di un periodo ridotto, la cui durata deve essere determinata in misura proporzionale all'ammontare della quota di capitale già corrisposta dall'assicurato.In questo caso vengono applicati gli interessi di dilazione calcolati al tasso annuo previsto dalla legge.

Per saperne di più visita il sito dell'INPS:
http://www.inps.it/default.htm

 
 
 
 
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