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MicroCredito

"Il microcredito permette ai poveri e agli scalzi di accedere a una opportunità che di solito è esclusivo appannaggio dei ricchi. Accade così che quegli aspetti della società che sembravano rigidi, fissi e inamovibili comincino a diventare più fluidi, e attraverso lo sviluppo economico le persone si affranchino da tutto un insieme di ingiunzioni e regole".
(Muhammad Yunus, Graamen Bank) :

è uno strumento di sviluppo economico, che permette alle persone in situazione di povertà ed emarginazione di aver accesso a servizi finanziari. Nei Paesi in via di sviluppo, milioni di famiglie vivono con il reddito delle loro piccole attività economiche rurali ed urbane, nell'ambito di quella che è stata definita come economia informale. La difficoltà di accedere al prestito bancario, a causa dell'inadeguatezza o assenza di garanzie reali e delle dimensioni delle microattività, ritenute troppo ridotte dalle banche tradizionali, non consente alle microimprese di svilupparsi o di liberarsi dai forti vincoli dell'usura.
Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico, che permette alle persone in situazione di povertà ed emarginazione di aver accesso a servizi finanziari. Secondo i dati dell’UNDP – United Nations Development Program (il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite), il 20% più ricco della popolazione mondiale ottiene il 95% del credito complessivamente erogato nel mondo. Nei Paesi in via di sviluppo, milioni di famiglie vivono con il reddito delle loro piccole attività economiche rurali ed urbane, nell’ambito di quella che è stata definita come economia informale1. La difficoltà di accedere al prestito bancario, a causa dell’inadeguatezza o assenza di garanzie reali e delle dimensioni delle microattività, ritenute troppo ridotte dalle banche tradizionali, non consente alle microimprese di svilupparsi o di liberarsi dai forti vincoli dell’usura.
I programmi di microcredito propongono alternative soluzioni per queste microattività economiche (agricolture, allevamento, produzione e commercio/servizi), pianificando l’erogazione di piccoli prestiti a microimprenditori o gruppi di questi che hanno forte necessità di risorse finanziarie, per avviare o sviluppare progetti di auto-impiego. L’incremento di reddito che ne deriva porta a migliorare le condizioni di vita dei loro nuclei famigliari, determinando contemporaneamente un impatto significativo a livello comunitario.
Avendo come target di riferimento i poveri, i programmi di microcredito molto spesso prevedono, oltre a servizi di carattere finanziario, anche una combinazione di servizi di supporto alla microimpresa, come: formazione tecnica e gestionale; creazione di reti commerciali; condizioni per la raccolta di risparmio. In modo più appropriato questi programmi assumono la denominazione di progetti di microfinanza.

LA STORIA DEL MICROCREDITO

L’idea del microcredito si diffonde grazie al lavoro di Bank, la “banca villaggio” fondata nel 1976 da Muhammad Yunus in Bangladesh. Questa banca rurale nasce per concedere prestiti e supporto organizzativo ai più poveri, riuniti in gruppi di beneficiari (Solidarity Group), tradizionalmente esclusi dal sistema di credito tradizionale.
Sull’esempio della Grameen Bank, che oggi è la quinta banca del Bangladesh, diverse Organizzazioni Non Governative (ONG) internazionali hanno adottato nel corso degli ultimi venti anni programmi di microfinanza/microcredito, al fine di integrare progetti d’intervento a sostegno dell’economia locale dei Paesi in via di Sviluppo. E’ così che si sono attivate: Accion Internacional, Care Internacional, FINCA International, ACODEP (Asociacion de Consultores para el Desarrollo de la Pequena y Microempresa). Allo stesso tempo, si è diffuso nel contesto Europeo un approccio al microcredito sostanzialmente differente, che considera quelli che sono gli aspetti socio-economici più propriamente caratteristici del vecchio continente. Sono sorte poi, tanto in America Latina come Africa e Asia, Istituzioni di Microfinanza specializzate nella gestione di progetti di microcredito: Vita Microbank in Benin, Fundasol (Fundacion Uruguaya de Cooperacion y Desarrollo Solidario) in Uruguay, Financiera Calpia in El Salvador solo per citare alcuni esempi.

In questi anni si sono sperimentati differenti programmi di microfinanza/microcredito, a seconda delle caratteristiche del contesto locale, dove cultura, economia, dimensione, tipologia di società influiscono nella vita del paese.
Non si possono definire specifiche regole nella realizzazione dei programmi di sviluppo economico, in particolare utilizzando lo strumento del microcredito, e non vi è una disciplina che dia indicazioni precise; tuttavia è oggi possibile classificare alcune metodologie di microcredito, che possono dare un orientamento di carattere generale.

a)Peer Lending

Solidarity Group
E’ una metodologia di concessione dei crediti, dove in un gruppo composto da 3 a 10 persone, ogni partecipante risponde del credito degli altri membri in proporzione alla quota del proprio prestito.
In via generale, i membri del gruppo devono appartenere alla medesima comunità; in uno stesso gruppo non devono esserci stretti legami di parentela; i prestito sono di ridotto importo e devono e la restituzione è rateizzata nel breve periodo.
Il credito può essere concesso secondo differenti procedure: a) a rotazione, dove il membro successivo riceve il prestito soltanto quando il precedente ha completamente ripagato il proprio prestito; b) il credito è concesso contemporaneamente ad ogni membro del gruppo; nessuno può ricevere un secondo prestito se tutti i componenti del gruppo non hanno ripagato. In questo caso le attività economiche dei membri del gruppo devono essere differenziate altrimenti la garanzia viene meno, essendo le produzioni tutte soggette agli stessi rischi di fallimento.

Village Banking
Una Village Bank è un’associazione di credito e prestito gestita a livello comunitario, che generalmente è costituita da 20-25 membri, spesso donne.
La banca è finanziata attraverso la mobilizzazione di fondi all’interno del gruppo (internal account), così come da prestiti provenienti da istituzioni finanziarie esterne (external account).
L’internal account, composto di risparmio dei membri, capitale accumulato per interessi, diviene gradatamente più consistente, sganciandosi progressivamente dalla necessità di attingere all’external account.
Il prestito di gruppo è costituito dalla somma dei prestiti individuali. I prestiti sono erogati in cicli successivi (10-12 mesi), dove il corretto ripagamento prevede l’incremento dei crediti futuri.

Revolving Loan Funds
Le Community Managed Revolving Loan Funds (CMRLF) sono gruppi finanziari informali tipicamente composti da 30-100 membri, spesso donne.
Le CMRLF possono essere paragonate a piccole banche che mobilizzano e gestiscono i propri fondi e tendono a diventare nel tempo istituzioni indipendenti. Per questo ai membri è richiesto di risparmiare, anche se i fondi iniziali provengono dall’esterno, sia in forma di prestito che di grants.

Saving and Loan Associations
Le Associazioni di credito e risparmio sono generalmente istituzioni sostenibili, finanziate dagli stessi risparmi locali. Svolgono un’attiva funzione d’intermediazione finanziaria, in particolare attraverso la mediazione di flussi economici dalle aree urbane, e semi urbane, a quelle rurali, assicurando una permanenza delle risorse di prestito all’interno della comunità, dove i risparmi sono stati mobilitati.

b)Individual Lending

Questa è la forma più antica di micro-lending e la più vicina alla metodologia adottata dalle banche commerciali. Questa metodologia necessita di frequenti contatti con i clienti individuali. L’ammontare dei prestiti e tipicamente maggiore rispetto alle altre metodologie, richiede quindi un’analisi più attenta per ridurre il rischio. Per la concessione dei prestiti sono richieste garanzie reali, anche se a volte di carattere simbolico.

IL MICROCREDITO OGGI

Il potenziale contributo del microcredito alla lotta alla povertà è ora riconosciuto anche dalle grandi istituzioni mondiali deputate a sostenere lo sviluppo: Banca Mondiale; Fondo Monetario Internazionale; Nazioni Unite.
La sempre maggiore attenzione al microcredito ha portato all’organizzazione del primo Microcredit Summit tenutosi a Washington tra il 2-4 febbraio 1997, con la partecipazione di rappresentanti di ONG, intermediari finanziari e imprese impegnate nel sociale, gruppi di base del Nord e del Sud del mondo, agenzie delle Nazioni Unite, Governi nazionali, istituzioni internazionali.
In questa sede è stato ufficialmente lanciato l’obiettivo di organizzare un “movimento” mondiale di operatori per raggiungere 100 milioni di famiglie, specialmente le donne di queste famiglie, tra le più povere in assoluto, con la concessione di crediti ed altri servizi finanziari ed aziendali per attività di auto-impiego e auto-sviluppo, entro l’anno 20052.
In Europa e in Italia gli esempi di microcredito si rifanno alle esperienze di finanza etica. Negli anni 70 in Italia si costituiscono le MAG (Mutue Auto Gestione), che raccolgono risparmio dai soci per utilizzarlo a favore di progetti nell’ambito dell’economia sociale e della cooperazione internazionale.
Numerose ONG italiane hanno poi adottato lo strumento del microcredito nei loro programmi di sviluppo, ritenendolo un importante mezzo per la ridefinizione delle politiche di sviluppo economico.
A Padova un solido sistema composto da tre istituzioni ha dato vita ad un importante centro di intervento nel campo del microcredito e della finanza etica: Banca popolare Etica; Consorzio Etimos; Fondazione.

Banca popolare Etica è un istituto finanziario ordinario. E’ sottoposta alla vigilanza di Banca d’Italia e aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: il risparmiatore beneficia della protezione accordata a tutti i risparmiatori bancari. Il cliente di Banca Etica opta però per una realtà del mondo bancario, e più largamente dell’universo economico del tutto atipica: un’impresa che agisce al servizio di uno sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale. La mission di Banca Popolare Etica è di creare un “profitto sociale”.
I principi fondamentali su cui si basa Banca Etica sono gli stessi che hanno ispirato il movimento delle Mag (Mutue di Autogestione) in Italia e delle banche alternative nel resto del mondo. Nella fattispecie:
la partecipazione dei soci;
la possibilità di orientare il proprio risparmio verso progetti con finalità sociali;
il sostegno ad iniziative socio-econmiche senza scopo di lucro;
la trasparenza.

Etimos è un consorzio non profit di microfinanza con sede a Padova ma attivo in tutto il mondo, in particolare nei paesi in via di sviluppo e nelle aree di conflitto e crisi economica. Nato nel 1989 come Ctm-Mag, ha potuto erogare, grazie alle risorse fornite da cinquemila risparmiatori, oltre 60 miliardi di crediti al commercio equo e solidale e all’economia sociale in Italia. Inoltre è stato tra i principali promotori della prima banca interamente rivolta al sociale del nostro paese, la Banca popolare Etica, con la quale mantiene ancora oggi rapporti di stretta collaborazione. I soci del consorzio sono attualmente circa 100: cooperative del commercio equo e solidale, ong, associazioni, fondazioni ed enti religiosi.
Bastano piccoli capitali per rispondere a grandi bisogni: piccoli prestiti, somme minime ma fondamentali per la sopravvivenza quotidiana di migliaia di individui nei paesi più poveri. Esiste infatti un universo di soggetti “non bancabili”, esclusi dai tradizionali circuiti finanziari: ne fanno parte venditori di strada, piccoli commercianti, artigiani, agricoltori per i quali, spesso, anche somme esigue costituiscono un’opportunità per far decollare le proprie attività. Quest’economia popolare, sia pure precaria, rappresenta, nei paesi del sud, la principale fonte di reddito per moltissime famiglie. Il sostegno a questa economia, anche attraverso la nascita di forti legami di solidarietà tra i soci italiani del consorzio e le comunità dei sud del mondo, rappresenta il significato profondo delle attività di Etimos, che attualmente opera in oltre 10 paesi: dall’America del Sud a quella Centrale, dall’Africa al Medio Oriente e ai Balcani.

LaFondazione Choros opera a servizio della crescita globale dell’uomo e promuove l’Economia Sociale e la Finanza Etica a livello nazionale e internazionale.
La Fondazione Choros si propone di sviluppare iniziative che valorizzino, sia al Nord che al Sud, le risorse umane, ecologiche, sociali ed economiche e che sono rivolte allo sviluppo umano. La Fondazione Choros persegue tali finalità attraverso:
• La ricerca applicata nello Sviluppo Sostenibile, nella Microfinanza e nell’Economia Sociale, attraverso l’identificazione, la discussione e la soluzione dei principali vincoli sociali ed economici allo sviluppo.
In particolare la Fondazione realizza:
Studi di prefattibilità per verificare il contesto sociale ed economico.
Studi di fattibilità per verificare le principali condizioni socio-economiche di un paese allo scopo di realizzare un programma di Microfinanza.
Analisi dello sviluppo della Microfinanza e del Microcredito in particolari aree identificate.
Valutazione socio-economica di programmi di Microfinanza.
Formulazione di specifiche indicazioni per lo sviluppo nel lungo termine di Istituzioni di Microfinanza.
Analisi per la pianificazione e realizzazione di assistenza tecnica per lo sviluppo di MFIs.
Analisi per la pianificazione e realizzazione di assistenza tecnica per la microimpresa.
• Network con Istituzioni di Finanza Sociale Europee e Banche Etiche
• Training di base e avanzato. La Fondazione Choros fornisce conoscenze e strumenti innovativi per migliorare l’efficienza di progetti di finanza sociale.
Supporto a programmi di Microcredito. La Fondazione supporta la microimpresa permettendo al continuità e la sostenibilità di progetti di Microfinanza.
La Fondazione Choros raccoglie fondi presso soggetti privati e pubblici allo scopo di sostenere progetti di elevato valore sociale, sia in Italia che nel mondo. Particolare rilevanza hanno i progetti di sviluppo nei paesi del Sud del mondo colpiti da guerre o da gravi crisi sociali, economiche, ambientali.

In Europa altri esempi vengono dalla nascita delle Banche Etiche come Triodos, ABS, Gls Gemeinschaftsbank.
Triodos Bank nasce in Olanda nel 1980 e opera nei settori dell´economia sociale, dell´ambiente, del non-profit, dell´arte, della cooperazione internazionale e del commercio equo-solidale.
ABS (Alternative Bank Suisse) nasce nel 1990: oggi la raccolta supera i 220 miliardi di lire e gli impieghi ammontano a 195 miliardi di lire.
Altre Banche alternative Citizen Bank (Giappone), Eko-Osuuspankki (Finlandia), South Shore Bank (USA, Oikos (Danimarca), Merkur (Danimarca), Banque Populaire du Haut-Rhin (Francia) sono membri di INAISE (International Network Association of Investors in Social Economy), rete internazionale degli attori che a vario titolo contribuiscono alla crescita dell’economia sociale.

I DIVERSI APPROCCI AL MICROCREDITO

Oltre all’erogazione di servizi finanziari di credito e risparmio, l’istituzione di microfinanza può supportare lo sviluppo delle micro/piccole attività economiche (micro/small economic activities) anche attraverso l’erogazione di servizi di formazione e assistenza tecnica, in relazione alle necessità specifiche del target group.
Se è vero che il credito è uno strumento in grado di aumentare gli investimenti produttivi, è altrettanto vero che una buona gestione dell’attività può migliorare l’efficienza; l’introduzione di nuove tecnologie può incrementare la produttività delle micro/piccole attività economiche e un miglior accesso ai mercati può aumentarne il volume di vendite.

Possiamo individuare quattro tipi principali di servizi accessori al servizio di risparmio e credito:

(a)Business management services: questi servizi aiutano i beneficiari a migliorare il controllo e l’efficienza della propria attività economica. Questo tipo di servizio può essere erogato attraverso corsi di formazione o servizi di assistenza individuali. Essi possono riguardare la formazione su: business planning, amministrazione, contabilità, gestione finanziaria, definizione dei prezzi, gestione del personale.
(b)Assistenza tecnica: volta ad assistere i clienti nel miglioramento della produttività dell’impresa. Questo servizio può essere offerto attraverso corsi collettivi o di assistenza tecnica individuale o fornendo informazioni sulle tecnologie produttive più appropriate.
(c)Servizi di marketing: volti ad assistere i clienti nell’incremento delle vendite. Questo servizio può essere erogato attraverso corsi collettivi e individuali, studi di mercato, accesso alle informazioni sui mercati, assistenza nell’organizzazione di consorzi dei clienti, accesso a mezzi di trasporto più economici.
(d)Servizi di orientamento: volto a fornire informazioni ai clienti sui servizi correlati alla loro attività economica quali servizi di assistenza legale, fiscale o amministrativa.

Servizi integrati

I programmi di microfinanza sono inquadrabili in base all’approccio seguito nell’erogazione dei servizi. Possiamo individuare due principali tipi di approccio:

Approccio “minimalista”: Riferibile a quei programmi che si concentrano esclusivamente sull’erogazione di servizi finanziari.

Approccio “integrato”: Si utilizza in riferimento a programmi di microfinanza/microcredito che forniscono accanto a servizi finanziari, servizi di supporto tecnico all’attività svolta dai beneficiari.

La ragione principale che spinge molte Organizzazioni internazionali ad abbracciare il primo approccio riguarda l’autosufficienza del programma di microcredito. L’esperienza ha dimostrato che i tradizionali servizi di management training costituiscono un costo ulteriore per l’istituzione erogatrice e inibiscono in modo considerevole la capacità dell’organizzazione di operare senza fonti finanziarie sussidiate (attraverso donors).
Noi riteniamo che un altro importante elemento, che non possiamo dimenticare, è che attraverso l’assistenza tecnica trasmettiamo alla popolazione locale un’insieme di know how, che nel tempo può essere trasferito ad un numero sempre maggiore di persone. E’ in questo modo che trasferiamo, nel rispetto delle condizioni socio-culturali, un “modello” che abbia un impatto a livello comunitario nel lungo periodo; il rischio nel caso contrario è che quando il progetto finisce non abbiamo lasciato altro che “soldi”.

I BENEFICIARI: LE MICROIMPRESE

Il target servito dal microcredito è costituito da microimprenditori, ovvero persone che svolgono attività produttive anche molto piccole e limitate, ma che hanno notevoli opportunità di svilupparsi se assistiti con servizi finanziari specifici. Dislocate tanto nelle aree urbane come in quelle rurali dei paesi in via di sviluppo, queste attività sono di commercio, servizi, produzione agricola, artigianale e su piccola scala. In molti casi vengono coinvolti i familiari e pochi altri dipendenti in piccole attività orientate al sostentamento dell’economia familiare. La tecnologia utilizzata è obsoleta e difficilmente sono previsti investimenti a causa della scarsità delle risorse. Le entrate sono per lo più rivolte al miglioramento delle condizioni di vita della famiglia e solo nel caso di imprese più avviate sono indirizzate al reinvestimento nell’attività produttiva o nel miglioramento del luogo di lavoro. L’economia di queste attività è strettamente legata all’economia familiare dei proprietari: solo nelle situazioni più consolidate e con maggior coinvolgimento di dipendenti c’è una tendenza a separare gli aspetti economici dell’attività da quelli della famiglia.
Anche le strategie sono differenti a seconda della scala di attività: si va dall’obiettivo della diversificazione della produzione per incrementare il reddito familiare e per minimizzare il rischio; alla maggiore specializzazione in particolari attività, prima per aumentare le entrate della famiglia e poi, comunque, per migliorare i profitti.
In luoghi dove la sicurezza del lavoro è spesso compromessa, i microimprenditori sono in molti casi non riconosciuti, anche legalmente, dal sistema economico e bancario. Tuttavia, sono il fulcro dello sviluppo economico locale ed il potenziale meccanismo attraverso cui puntare per migliorare il benessere delle comunità di riferimento. I beneficiari di molti programmi di microcredito sono donne: si cerca in questo modo di migliorare la loro condizione e coinvolgimento nelle attività economiche, e quindi il loro ruolo all’interno delle comunità; anche perché esse hanno dimostrato in diversi casi una migliore gestione dell’economia familiare e dell’educazione dei figli. Le donne, inoltre, si sono rivelate molto più affidabili degli uomini quanto a gestione dei crediti e ripagamento delle quote.

IL RUOLO DEL MICROCREDITO NEI PROGRAMMI DI LOTTA ALLA POVERTÀ

Il cambiamento di prospettiva nei programmi di aiuto allo sviluppo: dalla donazione al credito
La metodologia del microcredito rivoluziona il modo di pensare l’aiuto allo sviluppo nei programmi di cooperazione internazionale. Si tratta infatti di uno strumento che stimola l’attività produttiva e la dignità delle persone a cui viene data una possibilità di crescita che non viene regalata, ma “prestata”. Si abbandona in questo senso la logica del puro dono che tanti danni ha spesso recato quanto a conseguenze di forzati programmi assistenziali e di creazione di meccanismi di dipendenza. Quella che viene riconosciuta è la fiducia nella possibilità della persona: il credito prima ancora che monetario è fiducia al microimprenditore e al suo progetto. Lo sviluppo economico viene sostenuto in questo caso attraverso la responsabilizzazione dei microimprenditori, come protagonisti e fautori della propria crescita. Coloro che ricevono un prestito sono spinti a lavorare duramente per restituirlo: per loro è un occasione che, se fallisce, non si ripeterà facilmente. Il tentativo di ogni progetto di microfinanza/microcredito è quello di creare le condizioni di sostenibilità dei programmi e delle istituzioni che ne prendono parte, ovvero la loro piena indipendenza operativa da interventi finanziari esterni e la creazioni, quindi, delle condizioni per una continua e duratura operatività.
Nei Paesi in via di sviluppo risulta molto importante il contributo che l’economia informale dà allo sviluppo economico nazionale. Le attività sommerse, non riconosciute di piccoli contadini, artigiani, commercianti tentano di sopravvivere all’economia dell’esclusione. Le microimprese si presentano come fulcro della crescita del benessere delle comunità locali oltre che la principale fonte di reddito per milioni di persone. Le attività di queste diverse microimprese con i loro progetti di riscatto economico-sociale possono nel loro insieme arrivare a rappresentare fino al 50% di alcune economie nazionali. Secondo le Agenzie dell’ONU vi sono oggi nel mondo 500 milioni di microimprese, ma solo il 2% di esse ha accesso al credito. Puntando al potenziamento di queste attività si cerca pertanto di rinvigorire i settori economici più vitali, che possono consentire un rilancio dell’occupazione, la circolazione di risorse e opportunità di investimenti.

L’accesso al credito per i più poveri e le forme di risparmio
Il credito si accompagna in molti casi al risparmio. In alcuni programmi il risparmio da parte dei più poveri deve precedere la richiesta di credito. In questo caso una piccola somma del credito ottenuto viene trattenuta e destinata ad un fondo di risparmio obbligatorio che serve, sia come garanzia addizionale, sia per favorire la cultura del risparmio anche tra le fasce più povere della popolazione, al fine di programmare le risorse economiche in funzione delle esigenze della famiglia. Il risparmio significa poi maggiore sicurezza per far fronte a situazioni di crisi e di inaspettate calamità naturali: la prevenzione prende piede nella cultura di queste comunità.
A livello di Istituzioni di Microfinanza il risparmio è più comunemente utilizzato come garanzia di prestito (cash collateral) per cui non viene restituito, anche se remunerato, fino a che il prestito non è stato ripagato: solo le istituzioni abilitate alla raccolta del risparmio possono prendere tali misure. Lo strumento del risparmio è di notevole importanza per le istituzioni che mirano al raggiungimento della propria sostenibilità e a quella dei programmi che promuovono, perché possono fare affidamento su questa fonte come entrate da mobilitare.

La coesione sociale
Lo strumento del microcredito nasce in Bangladesh, non solo come puro strumento finanziario ma anche con l’intento di sostenere legami e vincoli più forti all’interno delle comunità locali, in quanto la partecipazione allo sviluppo economico è collettiva. La tipologia di credito ai gruppi evidenzia proprio questa necessità di coesione sociale perché crea forti vincoli di pressione all’interno dei gruppi, relativamente alle quote da rimborsare, nonché una forte solidarietà e aiuto comunitario di fronte alle difficoltà di pagamento. Anche oggi ed in diverse parti del sud del mondo molti programmi di microcredito puntano allo sviluppo partecipativo attraverso metodologie bottom-up (che puntano cioè dal basso verso l’alto), privilegiando gli interessi della comunità nel suo insieme.

LA SOSTENIBILITÀ DELLE ORGANIZZAZIONI DI MICROFINANZA

Si possono stabilire tre livelli di sostenibilità per le organizzazioni che offrono servizi di microfinanza, a seconda del grado di copertura dei costi derivanti dalla propria attività.
Al livello 1 un programma viene definito “sussidio-dipendente” poiché le sue entrate, sostanzialmente interessi, non sono sufficienti neppure a coprire i costi di cassa per la gestione del portafoglio, né tantomeno il pagamento degli interessi passivi sui finanziamenti ottenuti. In questo caso il programma necessita di iniezioni di capitale fresco e, se ciò non avviene, viene utilizzato e quindi eroso il capitale sociale oppure vi è una riduzione forzata delle spese amministrative.
Le organizzazioni del livello 1 non sono autosostenibili, e mostrerebbero probabilmente una perdita in bilancio se i sussidi venissero tenuti separati nella valutazione delle entrate e della costituzione di fondi perdite.
Al livello 2 troviamo programmi che hanno raggiunto l’autosufficienza operativa, ottenendo il break-even sui flussi di cassa. In stadi avanzati in tale livello, potremmo trovare organizzazioni, che riescono a coprire anche i costi relativi alla creazione di fondi ammortamento e di fondi perdite.
Si può per questo livello parlare di autosostenibilità, nel senso che l’organizzazione può continuare a operare nel medio-lungo periodo senza necessariamente ricorrere a sussidi e donazioni. Il tasso d’interesse attivo applicato è sufficientemente elevato da permettere di far fronte al costo reale dei fondi ottenuti in prestito, anche se tra questi spesso vi è una buona proporzione di sussidi e prestiti a condizioni agevolate. In ogni caso il tasso d’interesse applicato non è sufficiente a coprire l’inflazione e il costo commerciale dei fondi (senza sussidi e condizioni vantaggiose). Ovviamente vi sono, a questo livello, limitate capacità di accesso al mercato finanziario. Un programma al livello 2 mostra tipicamente un profitto operativo in bilancio se i sussidi venissero tenuti separati nella valutazione delle entrate e della costituzione di fondi perdite.
Al livello 3 un programma ha raggiunto un’autosufficienza finanziaria piena, nel senso che è in grado di coprire, oltre a tutti i costi operativi, il costo reale dell’inflazione e il costo effettivo di mercato dei fondi di terzi. Si tratta di programmi assolutamente indipendenti da agenzie donatrici e da donazioni in generale e può espandere la propria attività nel territorio grazie alla possibilità di accedere al mercato finanziario e attuare un rilevante effetto leva sul proprio capitale sociale.
A questo livello un programma mostra rilevanti margini di profitto in bilancio “pulito” dai sussidi e dalle concessioni ricevute. Solamente se raggiungono il livello 3 le MFI hanno la capacità di attrarre investimenti privati nella base azionaria.
Attualmente la gran parte dei programmi di microfinanza si trova al livello 1, ed una relativa minoranza ha raggiunto il livello 3.
Il Microcredito in Bangladesh:la Grameen Bank un modello

1. Che cosa è la Grameen Bank
1.2 Il target a cui si riferisce
1.3 Come nasce Grameen Bank
La Storia di Sufia Khatun
1.4 Uno sguardo al Bangladesh per capire Grameen Bank
1.5 La metodologia di Grameen Bank
1.6 Come è organizzata la Grameen Bank
2. Grameen Bank II, The Grameen Generalised System GGS
2.1 Il Tasso di Interesse
2.2 Grameen Bank offre altri tre tipi di prestiti
2.3 Il Risparmio

1. Che cosa è la Grameen Bank

La Grameen Bank è la prima Istituzione Finanziaria di Microcredito. Nasce in Bangladesh nel 1976, come progetto pilota, ad opera del Prof. Muhammad Yunus.
Il Prof. Yunus era convinto che fornendo una piccola quantità di denaro ai più poveri della popolazione, generalmente esclusi dal sistema bancario tradizionale poiché non in grado di fornire alcuna garanzia patrimoniale, questi, non solo sarebbero stati in grado di restituire il prestito, ma con il denaro ricevuto, avrebbero creato un'attività economica autonoma, che avrebbe permesso loro di sostenersi e di sostenere la propria famiglia. Da questa idea è nata la Grameen Bank e il microcredito in Bangladesh, che oggi è considerato uno degli strumenti più efficaci per alleviare la povertà. Contro tutte le aspettative che vedevano l'esperimento destinato al fallimento, oggi Grameen Bank ha più di 2,4 milioni di beneficiari e il tasso di restituzione dei prestiti (che si aggirano in media sui 100 dollari l'uno) è altissimo, circa il 98 per cento. Ma la Grameen Bank è molto più di una banca. Infatti oltre a incoraggiare l'attività economica dei suoi beneficiari, per la maggior parte donne, opera attività di sensibilizzazione su temi quali: la salute, l'igiene, la nutrizione, l'importanza dell'istruzione e della pianificazione familiare.

1.2 Il Target a cui si riferisce

La Grameen Bank è diventata una vera e propria Banca per i poveri nel 1983, ed esclusivamente per quei poveri che vivono nelle zone rurali del paese (considerate come le zone dove è più difficile trovare opportunità di lavoro), da qui il termine Grameen che in Bengali significa "villaggio". Il target a cui si rivolge la Grameen Bank è tuttavia ancora più specifico: la banca concede prestiti solo al 20% più povero di quel 35% della popolazione che in Bangladesh si trova al di sotto della soglia della povertà. Questo 20% dei "più poveri dei poveri" ("the bottom poor"), è rappresentato da coloro che non possiedono nulla, ossia coloro che non hanno una terra, una casa, un lavoro. Rientrano nei più poveri dei poveri anche coloro che possiedono un piccolo appezzamento di terra che tuttavia non deve superare 0,5 acri. Oggi il 95% dei beneficiari di Grameen è rappresentato dalle donne che in Bangladesh sono le più povere e le più emarginate, le donne perché sono considerate come le più attendibili nella restituzione del prestito e infine perché sentono maggiormente il senso della famiglia e sono coloro che si occupano dell'educazione dei figli.

1. 3 Come nasce Grameen Bank

Questo istituto finanziario, considerato il più riuscito e noto progetto di microcredito nel mondo, ha una storia particolare. Dopo aver insegnato per molti anni alla Middle Tennessee State University, Usa, Muhammad Yunus decise, nel 1972, che era tempo di rientrare nel suo paese, il Bangladesh. Nonostante la conquistata indipendenza dal Pakistan, la situazione in Bangladesh non era migliorata e la terribile carestia che colpì il paese nel 1974 peggiorò ulteriormente le condizioni di vita della popolazione. "Insegnavo allora a Dacca , all'università, eleganti teorie economiche certo di avere in tasca tutte le soluzioni", racconta Yunus. "Eppure mi recavo al lavoro e il mio cammino era disseminato di scheletri, di persone che attendevano solo di morire. Non potevo sopportarlo: tutto quello che avevo imparato mi sembrava inutile. Cominciai a pensare se c'era qualcosa che potevo fare, come essere umano, per aiutare anche una sola di quelle persone. Cominciai così a informarmi sulla vita delle gente cominciando dal villaggio vicino alla mia università".Yunus incontrò così una vedova con le sue due figlie: Sufia Khatun, una dei 55 milioni di contadini bengalesi nullatenenti.

La Storia di Sufia Khatun

Sufia prendeva in prestito soldi per costruire sgabelli di bambù che poi vendeva. Ma l'esorbitante tasso di interesse che le veniva applicato e l'essere costretta a vendere gli sgabelli alla stessa persona che le prestava il denaro e al prezzo da lui stabilito, faceva sì che il suo effettivo guadagno giornaliero si riducesse all'equivalente di 2 centesimi di dollaro. "Non potevo accettare che una qualunque persona potesse ricavare così poco da un attività così faticosa e creativa", spiega Yunus Tutto ciò di cui Sufia aveva bisogno per emanciparsi da quel lavoro forzato era il denaro per acquistare il bambù: 20 centesimi. Yunus si informò e scoprì che c'erano altre quarantadue persone nelle sue stesse condizioni. Decise allora di prestare quei ventisette dollari di tasca sua. Disse agli studenti che lo assistevano nella ricerca di spiegare a quelle persone che stavano ricevendo un prestito che doveva essere restituito. Nel frattempo potevano vendere i loro manufatti a prezzo libero. Quello fu l'inizio.

1.4 Uno sguardo al Bangladesh per capire Grameen Bank

Il Bangladesh si trova nel golfo del Bengala, e confina con l'India ad est, ad ovest e a Nord, con la baia del Bengala a sud e a sud est, per un breve tratto, confina con la Birmania.
Con una superficie di circa 144 Km quadrati e una popolazione di 140 milioni di abitanti il Bangladesh è uno dei paesi più popolati al mondo e anche uno dei più poveri. Il Prodotto Nazionale Lordo è di $370 a persona.
Il Bangladesh è collocato al 145° posto nell'indice di sviluppo umano calcolato dall'UNDP.
L'80% della popolazione vive nelle zone rurali del paese e circa i 2/3 della manodopera è impiegata nell'agricoltura. Il riso è una delle coltivazioni più importanti. Nonostante ci siano stati dei positivi cambiamenti negli ultimi 10 anni, grazie anche agli aiuti Internazionali, il Bangladesh rimane uno dei paesi dove il livello di malnutrizione è uno dei più elevati al mondo e circa il 50% delle donne soffre di cronici deficit energetici.
I problemi creati dalla malnutrizione in Bangladesh, oltre ad avere gravi effetti economici hanno anche gravi conseguenze sulla capacità intellettuale e di apprendimento della popolazione.
La società Bengalese è relativamente omogenea, circa l'83% della popolazione è musulmana, e la lingua ufficiale è il Bengali.
Il paese è dominato da un alto tasso di mortalità infantile, e l'aspettativa di vita è molto bassa (59 anni). Il tasso di natalità è sostanzialmente sceso negli ultimi anni (il tasso di crescita della popolazione è dell' 1,59%). E' stato stimato che il 62% della popolazione di età superiore ai 15 anni è analfabeta, di questo 62% il 74% è rappresentato dalle donne, queste infatti hanno uno status molto basso. Il lavoro minorile causato dalla povertà delle famiglie è molto comune.

1.5 La metodologia di Grameen Bank

Alla base di tutto il sistema Grameen vi è una forte metodologia che punta su alcuni punti considerati fondamentali per la realizzazione del progetto:
- concedere prestiti a coloro che non possono fornire alcuna garanzia, per il sistema bancario tradizionale;
- aiutare i poveri che vivono nelle zone rurali a svincolarsi dall'usura;
- incentivare il "self-employment", ossia creare un sistema che permetta ai poveri di autogestirsi sviluppando un'attività economica autonoma, che generi reddito e che permetta l'auto-sostentamento in modo da demolire il circolo vizioso della povertà: "no investment, no income, no savings no investment"
- far sì che i poveri si strutturino in una organizzazione che li possa guidare nell'acquisizione di una buona capacità di spesa e di risparmio.
La metodologia di Grameen si basa sul concetto di gruppo che garantisce ciascun beneficiario: il prestito infatti viene concesso dalla Banca solo a condizione che il richiedente faccia parte di un gruppo di 5 persone, le quali devono obbligatoriamente risiedere nello stesso villaggio. I gruppi si auto-selezionano in base a criteri stabiliti dalla banca stessa: le donne devono avere lo stesso background culturale, le stesse condizioni economiche, devono appartenere allo stesso villaggio, ma non alla stessa famiglia e devono avere più o meno lo stesso livello di educazione. Il sistema si basa sulla convinzione che le donne del gruppo, conoscendosi, possono controllarsi e valutare l'attendibilità di ciascun componente del gruppo stesso.
Altro fattore molto importante è il concetto che la banca si muove verso il gruppo, ossia è la banca che va incontro alle esigenze dei poveri offrendo loro un servizio, eliminando così quegli ostacoli culturali, politici, amministrativi, che generalmente non permettono ai poveri di avvicinarsi ad un normale servizio di credito.

1. 6 Come è organizzata la Grameen Bank

Le donne riunite in sei/otto gruppi di 5 persone ciascuna, formano un Centro. Il Centro è un associazione informale, composta dai membri stessi del villaggio, dove avvengono le principali transazioni bancarie. Queste attività si svolgono una volta a settimana nel Centre Meeting all'interno del quale il centre manager, che è un funzionario della banca, ritira le rate dei prestiti dei beneficiari. Il Centre Meeting negli anni è diventato un avvenimento sociale e culturale di estrema importanza: le donne durante queste riunioni abbandonano il luogo domestico, a cui generalmente sono relegate, ed oltre a restituire il prestito, hanno la possibilità di discutere dei propri problemi, delle proprie attività economiche, dell'educazione dei propri figli e della salute, rompendo, sebbene solo in parte, con la tradizione islamica del "Purdah" che riconosce alle donne il solo ruolo domestico e riproduttivo. All'interno della società esse sono quindi subordinate all'uomo ed hanno una limitatissima mobilità che è legata principalmente alle differenze sessuali, al rango e allo status sociale.
La struttura di Grameen Bank è fondata su un sistema fortemente gerarchizzato all'interno del quale ognuno ha il proprio ruolo e svolge una propria funzione: sessanta Centri costituiscono idealmente una Branch.
La Brench è una filiale della sede centrale della Grameen Bank, che si trova a Dacca, la capitale, ed è l'ufficio all'interno del quale si svolgono le normali attività di una banca: si fanno i conti e viene depositato il denaro dei beneficiari. Oggi Grameen Bank ha circa 1200 Brench (filiali) che si trovano in tutte le zone rurali del Bangladesh e ognuna di esse gestisce circa 60 Centri.
La Grameen Bank è poi ulteriormente suddivisa in 122 Area Office, ognuna delle quali è sottoposta a sua volta alla responsabilità di un area office e di un area manager. L'area Manager è il principale supervisore degli uffici della Branch. Egli è il diretto responsabile dell'approvazione o meno della concessione di nuovi prestiti. Le 122 area office sono sottoposte al controllo di 15 Zonal Office ognuno gestito da un zonal manager, capo esecutivo di tutte le questioni pratiche del proprio ufficio di zona. I Zonal Office dipendono a loro volta direttamente dall' Head Office che ha sede nella capitale. Questa gerarchizzazione si ripropone anche all'interno del gruppo dei 5 beneficiari ai quali viene attribuito un ruolo specifico: c'è infatti un capogruppo, un segretario e tre membri.

2. Grameen Bank II, The Grameen Generalised System GGS

Dal 2002 il sistema di concessione dei prestiti della Grameen Bank è stato completamente rinnovato e semplificato, così come anche la metodologia ha subito dei mutamenti.
Questo perché un numero considerevole di disastri naturali che si sono susseguiti dal 1995 al 1998, tra cui una grandissima alluvione nel 1998, hanno gettato il Bangladesh completamente al di sotto del livello dell'acqua, costringendo la popolazione e quindi anche i beneficiari dei prestiti, che in quell'occasione hanno perso le proprie terre e le proprie abitazioni, a ricominciare da zero. Grameen Bank ha deciso, in seguito a questi avvenimenti, di riformare il proprio programma di prestiti e di venire incontro alle nuove esigenze dei suoi beneficiari. Anche perché i beneficiari senza più una casa e un attività, oppressi dal peso della restituzione, avevano cominciato ad assentarsi dai Centre Meeting e a non rifondere più i prestiti, creando dei gravissimi danni economici alla Banca stessa. Da questa crisi, dopo innumerevoli sforzi dello staff di Grameen per cambiare la situazione, è nato il nuovo sistema Grameen Bank, chiamato . Il nuovo sistema è stato messo in atto nelle 1.200 Branch già da gennaio 2002. Con il nuovo programma il sistema dei prestiti è stato ridotto e (prima di questa grande innovazione il sistema era organizzato su un ventaglio di circa una dozzina di differenti prestiti) oggi la Grameen Bank offre solo due categorie di crediti di base:1) il basic loan 2)il flexible loan. Generalmente il beneficiario inizia con il basic loan che è un prestito "base" di circa 100$ l'anno che paga settimanalmente o che può decidere, a seconda dell'attività economica intrapresa, e della stagionalità della propria attività, di ripagare secondo diverse scadenze. Qualora il beneficiario per qualsiasi ragione (fallimento dell'attività economica, problemi di salute o familiari, incidenti sul lavoro, catastrofi naturali) non riesca a seguire la programmazione stabilita all'inizio dell'anno c'è una seconda alternativa: si può decidere di entrare nel flexible loan che consiste in una riscadenzatura ulteriore, su misura, del prestito ricevuto, quindi secondo le esigenze e le difficoltà del richiedente. Il flexible loan o "renegotiated loan" consiste in una ricontrattazione del prestito iniziale. Nel momento in cui il beneficiario è riuscito a superare i suoi problemi economici può rientrare nel programma di basic loan. Il basic loan è considerato dunque "the Grameen Microcredit Highway" e viene anche chiamato "easy loan". Questo nuovo sistema oltre ad aver semplificato le procedure, eliminando quindi una notevole quantità di prestiti, che erano solo oggetto di confusione per i beneficiari, ha in parte eliminato la rigidezza del sistema basato sul concetto di gruppo, concetto che negli anni passati aveva creato, in momenti di grande crisi, dei problemi di discriminazione all'interno del gruppo stesso: coloro che erano considerati "poco attendibili" venivano automaticamente emarginati dal gruppo proprio perché il sistema prevedeva che il gruppo dovesse garantire nel caso di insolvenza di uno dei suoi membri. Oggi la responsabilità dei prestiti, grazie all'introduzione del fexible loan, è nominale e i termini e le condizioni relative ai prestiti sono stati istituiti per venire incontro alle diverse esigenze dei beneficiari.

2.1 Il Tasso di Interesse

Il tasso di interesse adottato da Grameen è del 20% "declining balance", ciò significa che il tasso viene calcolato non sulla cifra presa in prestito inizialmente, ma sull'importo restante, ripartito per le 52 settimane dell'anno. Facendo una media finale il tasso risulta essere del 10% fisso. Le condizioni che determinano la sostenibilità di un progetto di Microcredito dipendono molto dal tasso di interesse, che deve essere calcolato sulla base dei tassi applicati dalle normali banche del paese in cui si desidera iniziare un progetto, dal tasso di restituzione, che non deve essere inferiore al 95%, dal risparmio che va a integrare i fondi della banca stessa, e altro fattore importantissimo per valutare i costi di un progetto di questo tipo è la densità di popolazione e quindi la vicinanza dei villaggi in cui si desidera mettere in atto un progetto. In Bangladesh la riuscita di Grameen Bank è il risultato della concertazione di tutti questi fattori e il tasso di interesse applicato, rispetto ad altre organizzazioni di microcredito, che generalmente applicano il 15% fisso, è uno dei più bassi.

2.2 Grameen Bank offre altri tre tipi di prestiti:

a. "Housing loan". Dopo tre anni dal primo prestito, il beneficiario, che avrà dimostrato una buona capacità di spesa, di investimento e di risparmio, potrà richiedere un prestito per costruire la propria casa. Grameen Bank è diventata negli ultimi anni uno dei maggiori provider di finanziamenti per la costruzione di case nelle zone rurali del paese. Questo tipo di finanziamento prevede inoltre dei criteri di base che il beneficiario deve seguire per la costruzione della casa: questa dev'essere costruita su solide colonne, avere tubi per l'acqua potabile (con filtri per l'arsenico), e una latrina. Le case costruite con i prestiti Grameen appartegono ai beneficiari stessi. Per questo tipo di finanziamento i tassi applicati sono dell'8%.
b. Loan for special Projects. Questo tipo di prestiti viene utilizzato per intraprendere dei grandi investimenti come ad esempio acquistare in leasing dei macchinari per l'agricoltura (trattori pompe di irrigazione, generatori elettrici, computer, telefoni cellulari utilizzati dalle donne dei villaggi per comunicare con i familiari che si trovano in altra zona del paese.
c. Education Loan. Recenti studi hanno dimostrato che i beneficiari dei prestiti entrano ed escono facilmente dalla povertà per motivi che non dipendono esclusivamente dalle loro forze. Ogni anno il 5% dei beneficiari dei prestiti Grameen ricade nuovamente al di sotto della soglia di povertà (Shahidur R. Khandker, 1998).
Per questo motivo il nuovo sistema Grameen (GGS) si rivolge anche ai figli delle famiglie beneficiarie dei prestiti, attraverso il finanziamento dell'educazione Universitaria quindi della specializzazione. Questi prestiti vengono effettuati direttamente ai figli, senza passare per le famiglie, e gli studenti dovranno impegnarsi a restituire il prestito al termine degli studi, nel momento in cui iniziano a guadagnare.

2.3 Il Risparmio

"Una delle caratteristiche fondamentali dei poveri è che questi non sono abituati o educati al risparmio" dice spesso il Prof. Yunus nei suoi libri. Grameen Bank incoraggia i propri clienti a risparmiare e il nuovo sistema ha introdotto una serie di risparmi, alcuni obbligatori, (una sorta di garanzia per la banca) e alcuni volontari. Una parte di questi risparmi vanno a costituire quel capitale necessario alla banca per auto sostenersi. I beneficiari che iniziano con un primo prestito di 100$ devono obbligatoriamente depositare 1$ al mese per il fondo pensionistico: il "Grameen Pension Scheme (GPS). Dopo 10 anni ciascun beneficiario riceverà un'ammontare pari al doppio dell'ammontare che ha versato durante questo periodo. I beneficiari che hanno la possibilità possono versare anche più di 1$ al mese. I risparmi obbligatori previsti dal nuovo sistema GGS sono di tre tipi:
a. Personal saving account
b. Special saving account
c. Pension saving account

Ogni beneficiario deve versare il 5% dell'ammontare del prestito, obbligatoriamente, al momento della concessione del prestito. Una parte di questo 5% viene versato nel personal saving, l'altra nello special saving. I beneficiari possono ritirare i risparmi del personal savings account quando lo desiderano, senza restrizioni. Lo special savings account è un conto bloccato fino al momento in cui il beneficiario deciderà di lasciare la banca. I soldi depositati su questo conto sono destinati interamente all'acquisto delle azioni della Grameen Bank, essendo tutti i beneficiari anche gli azionisti. La Grameen appartiene per il 93% ai suoi clienti e per il 7% allo Stato.
Un'altra importante innovazione apportata dal nuovo sistema GGS è l'assicurazione sulla vita (Loan Insurance).
La religione musulmana è molto severa nei confronti di coloro che muoiono lasciando i propri debiti alla famiglia. Infatti si ritiene che chi lascia delle insolvenze sulla terra non troverà pace dopo la morte. Per ovviare a questo problema di carattere culturale, Grameen ha introdotto in questi ultimi anni un programma di assicurazione che prevede, al momento della morte di uno dei beneficiari, la totale copertura del debito. Questo programma è molto semplice: una volta all'anno, i beneficiari dei prestiti devono mettere una piccola somma di denaro in un "loan insurance savings account". La somma è calcolata sulla base dell'ammontare del prestito che in quel momento il beneficiario deve restituire e dell'interesse corrente. I beneficiari devono depositare il 2,5% dell'ammontare del prestito. Se questi muore, in un qualsiasi momento, l'assicurazione coprirà il debito residuo e alla famiglia verrà restituito l'ammontare dei risparmi accumulati durante gli anni precedenti la morte. La Banca coprirà le spese con gli interessi ricavati dall'investimento della somma versata dal beneficiario per l'assicurazione.
Il successo del modello Grameen Bank in Bangladesh ha fatto sì che dagli anni '90 Grameen Bank ha iniziato a diffondere il suo modello di microcredito in varie parti del mondo. Nel 1989 nasce Grameen Trust (GT) una organizzazione non governativa che fornisce assistenza tecnica e finanziaria ad organizzazioni, governative e non, interessate a replicare il modello di microcredito di Grameen Bank in altri paesi. Sino ad oggi GT ha finanziato 112 programmi di replicazione in 34 paesi dell'america centrale e meridionale, Africa, Asia, Europa sud orientale, raggiungendo quasi un milione di poveri.
(a cura di Fondazione Choros onlus)

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